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San Terenzo è un paese di origini antichissime che, nato come paese di pescatori, è cresciuto conservando integra in sé quella connotazione di tipico borgo marinaro della Liguria.

Collocato ad appena due chilometri da Lerici, San Terenzo riesce a fondere in un tutt'uno il mare, la larga spiaggia e l'emozione multicolore di quelle inconfondibili case liguri, sempre così in bilico fra lo smeraldo della macchia mediterranea e l'oro dell'arenile lambito dalle acque limpide della baia.

Nel MedioEvo, San Terenzo rivestì grande importanza come sede di un "Ospitale", e il ricordo delle Crociate è ancora presente nelle sue leggende e nei nomi di alcuni luoghi, fra cui "la tomba del crociato" e "lo scoglio di Orlando" che, si racconta, fu spezzato in due dalla furia del cavaliere.

Del Medievale è anche il Castello, un fortilizio costruito dagli abitanti del paese su uno sperone di roccia proteso sul mare, che diventa anche parzialmente visitabile in occasione delle numerose mostre e manifestazioni culturali che animano l'estate santerenzina.

Sotto le mura del castello, verso ponente, si snoda una suggestiva passeggiata che scorrendo sotto le balze rocciose che fanno da supporto al bastione e alla torre, termina con una piccola spiaggia dalle acque cristalline.

Questa passeggiata rappresenta anche l'inizio ideale di quella più lunga "da castello a castello" che accompagna il turista fino a Lerici.

Al centro del paese c'è la Chiesa parrocchiale, costruita intorno al 1600 sui resti di un'altra più antica, e dedicata alla natività di Maria Vergine, contiene la tavola della "Madonna dell'Arena" del XV secolo e un grande dipinto di fine XVII secolo realizzato da Paolo Gerolamo Piola e in precedenza attribuito a Domenico Fiasella.

Le origini del nome

L'antico nome del paese era Portiolo (porto dell'olio o forse piccolo porto), mutato molti secoli fa in San Terenzo in onore di un ricco pellegrino proveniente dalla lontana Scozia, e approdato sulla costa della baia. Dopo essere stato ospitato dai portiolesi, donando loro beni materiali e spirituali, Terenzio fu nominato vescovo di Luni.

In seguito riprese il cammino verso Roma, ma fu assalito e ucciso dai briganti; il suo corpo è sepolto a San Terenzo ai Monti nella vicina provincia di Massa-Carrara. Molti secoli dopo anche i portiolesi si ricordarono del buon pellegrino e ribattezzarono con il suo nome il loro paese. Tuttavia le notizie sull'origine del nome e l'esatta cronologia della storia del nobile pellegrino restano tuttora incerte; certo è che il più antico documento che cita il paese con il nome attuale, risale al 6 marzo 1218, ed è contenuto nel codice Pelavicino.

La felice posizione di San Terenzo, con le case che nascevano direttamente dalla spiaggia, il completo isolamento del borgo circondato da colline verdeggianti, ne fecero un luogo di rifugio ideale per poeti ed intellettuali.

 

Villa Magni

"Una casa antica, rozza, coi piedi nel mare, con le spalle difese

da unmonte sempre verde di pinie di lecci,con un terrazzo e un portichetto che conduce al mare. Più nave che casa! "

Ecco come si presentava casa Magni in una descrizione fatta da Paolo Mantegazza all'epoca in cui Shelley e Williams vissero in San Terenzo.

Casa Magni nacque come elemento di un monastero dei padri Barnabiti, ma nel corso dei secoli cambiò varie volte proprietario, essendo una residenza assai ambita dalla nobiltà.

Il suo parco è attualmente utilizzato per alcune manifestazioni pubbliche locali e come sede di cinema all'aperto durante la stagione estiva.

 

I Personaggi

Percy B. Shelley

S. Terenzo, un tempo piccolo borgo e comune a sé durante il periodo napoleonico, iniziò ad essere conosciuto grazie ai poeti Shelley e Byron ma non solo.

Shelley abitò villa Magni, la bianca casa sul mare con il porticato

Lord Byron

ad archi all'estremità orientale del paese; e con lui la moglie Mary Shelley, autrice del famoso romanzo "Frankestein".

Poco più avanti, nella torretta di Villa Marigola, Sem Benelli scrisse "La cena delle beffe" mentre a villa Serenella, in via del Campo, abitò Paolo Mantegazza, poeta della scienza, antropologo, patologo e igienista.

Una lapide sul muro di via Matteotti, poco dopo la canonica, ricorda Paolo Azzarini "Ipsilonne", coraggioso marinaio santerenzino scelto per portare in salvo Garibaldi dalla costa toscana a Portovenere.

 

Qui soggiornò a lungo il famosissimo antropologo Paolo Mantegazza che alla fine decise di tracorrere proprio a San Terenzo gli ultimi annidella sua esistenza. Vi morì nel 1910 e così descriveva questi luoghi:
 "Voi mi chiedete cosa sia e dove sia San Terenzo? Ve lo dico subito: è uno dei più belli e cari paradisi che nasconde nelle sue coste quel mare, in cui son nate due cosa grandi e belle: la civiltà greco-latina e Venere; che è come dire le due più grandi gioie della vita umana: la scienza e l'amore. San Terenzo è un nido nascosto tra due oceani azzurri, quello del cielo e quello del mare; nessun bagno vi è più poetico, più fresco, più adamantino; è come tuffarsi nello zaffiro liquido: L'aria non vi è mai troppo calda nell'estate né mai fredda nell'inverno; è un alternar sempiterno di freschi tepori e di tiepide frescure che incanta, che solletica e che innamora. Le palme, i cedri, le rose vi crescono e vi prosperano come in casa propria ed io modesta e fragile pianta umana, vi prospero da un quarto di secolo, sperando di prosperarvene un altro quarto. Ecco cos'é e dov'é San Terenzo".

Il paese di San Terenzo sorge sotto un promontorio chiamato Falconara l'antica Fenoclaria che rappresenta l'estremità occidentale del golfo di Lerici. L'antico nome del paese è portiolo, portus olei, ma in epoca successiva assunse il nome di San Terenzo in onore di un pellegrino scozzese che vi approdò. Ritroviamo poi San Terenzo come riferimento commerciale alla fine del Quattrocento quando, da una fabbrica situata nel paese, la repubblica genovese acquistava mattoni e contemporaneamente la sabbia della sua spiaggia veniva utilizzata per il taglio del marmo apuano. Successivamente il cartografo Matteo Vinzoni traccia una mappa del paese di fine Settecento come un borgo raccolto quasi completamente tra il castello l'attuale vie Trogu e piazza dentro, che oggi si chiama via Azzarini.

 

La terra amata da Shelley

Il paese, situato su un tratto di costa tra le due baie cristalline della Venere Azzurra e della Baia Blu, attirò l'attenzione dei romantici inglesi per il colore azzurro delle acque e il rosa della sabbia già dai primi anni del 1800. Percy Bysshe Shelley vi soggiornò con Mary e proprio qui nacquero pagine indimenticabili della letteratura inglese.

Mary Shelley

I due assieme a una coppia di amici soggiornarono nella villa Magni, una casa bianca situata sul lungomare, all'epoca abbastanza isolata dal paese. Da San Terenzo Shelley partì a bordo dell'Ariel con cui naufragò. Qualcuno dice che lo spirito del romantico poeta inglese aleggi ancora tra le cale e le punte rocciose di quella Marinella, che ha mantenuto inalterato il fascino che stregò il poeta inglese. Dopo anni sarà un pittore svizzero Arnold Böcklin a tracciare sulla tela le emozioni pittoriche trasmesse dalla costa, dalle rocce, dalla vegetazione. Altri splendidi quadri della baia santerenzina ed esposti in numerosi musei della Russia vennero dipinti da Nikolaj Nikolaevic Ge.

"Io abito ancora questa divina baia, leggendo drammi spagnoli, veleggiando e ascoltando la più incantevole musica". Così scriveva da San Terenzo nel 1822 Percy Bysshe Shelley.